Il giovane Fugui, ricco proprietario terriero, in una notte perde al
gioco tutto ciò che possiede. Da quel momento si dipana la sua semplice e intensa vicenda
di contadino diseredato: la fame, la guerra, la carestia; la fatica, le privazioni, e il
dolore più grande: la perdita dei propri cari in una tragica catena di eventi. Sullo
sfondo, i sussulti della storia cinese, negli anni tumultuosi della Repubblica popolare.
Attraverso la rievocazione del protagonista, la trama dei grandi eventi della Storia viene
ritessuta nella memoria. Ironica e pietosa, dellumile e dolente destino di un uomo e
della sua famiglia. Su tutto domina, testardo, lattaccamento alla propria esistenza,
al atto stesso di esistere.
Un inno alla vita, dunque, a qualunque vita: a quella che ci fa godere del piacere e della
ricchezza, ma anche a quella che ci viene assegnata per una beffa della sorte e ci
costringe ad accettare la fatica, lumiliazione, il dolore.
"Ho deciso di scrivere questo romanzo - racconta Yu Hua - per descrivere la capacità
delluomo di essere ottimista nei confronti del mondo. Durante la stesura ho capito
che gli uomini vivono per la vita in sé e per nullaltro al di fuori di questa.
Sento di aver scritto unopera nobile".
Yu Hua è nato nel Zhejiang (Cina meridionale) nel
1960. Dopo essersi occupato di medicina, dal 1987 si è interamente dedicato alla
narrativa. Ha scritto diversi racconti e novelle e due romanzi, tra cui questo Vivere!
(1992), la sua opera più significativa, da cui è stato tratto lomonimo film del
noto regista cinese Zhang Yimou.